๐ท๐บ La flotta ombra della Russia
Come opera la flotta ombra del Cremlino; il nuovo numero della rivista di Aliseo
Nellโuscita di oggi
๐ท๐บ La flotta ombra della Russia
๐ท๐บ La flotta ombra della Russia
di Leonardo Venanzoni
Il 13 maggio scorso, nelle acque del Baltico, la lunga battaglia indiretta delle potenze europee per imporre sanzioni alla Federazione Russa ha visto l'aggiunta di un nuovo capitolo. La nave cisterna Jaguar, in navigazione senza battere bandiera di alcun tipo, รจ stata in quella data avvicinata dalla Marina estone, intenzionata ad abbordare il mezzo e a controllarne provenienza e appartenenza.
Un proposito tutto sommato comprensibile, visto che la nave si trovava a transitare a ridosso delle coste dell'Estonia. Peccato che la Jaguar non fosse una normale nave commerciale ma uno dei vascelli di quella โflotta ombraโ impiegata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali e continuare a commerciare le sue risorse nel mondo.
Che la nave fosse particolarmente importante รจ stato dimostrato, durante l'incidente, anche dal rapido arrivo di un caccia russo, un Su-35, intervenuto in pieno spazio aereo estone per allontanare le vedette della Marina e impedire l'abbordaggio.
Un fatto che ha scatenato la risposta immediata, a livello diplomatico, tanto delle potenze europee quanto della Nato, ma che non ha mutato concretamente la situazione. La Jaguar ha continuato a navigare lungo la sua rotta senza essere ulteriormente infastidita da tentativi di controlli da parte delle Nazioni rivierasche del Baltico.
Questo incidente, molto significativo sul piano geopolitico, mette in luce ancora una volta quanto sia complesso mantenere il blocco completo sulla flotta irregolare dei russi. La Federazione, infatti, come la Repubblica Islamica dโIran prima di lei, ha trovato rapidamente un modo per aggirare le restrizioni imposte alle proprie esportazioni dalle sanzioni occidentali che sono seguite allo scoppio della guerra in Ucraina.
Tramite il combinato disposto di navi battenti bandiere di Paesi terzi, oscuri stratagemmi societari e la collaborazione di agenti esterni, Mosca ha continuato in questi anni a esportare e lo ha fatto in barba ai tentativi europei e americani di frenare questa tendenza. A oggi, stando alle stime di S&P Global, almeno 591 navi commerciali solcano i mari per conto della Russia, senza mostrare i colori della Federazione, trasportando in tutto il mondo l'oro nero di Mosca.
Secondo la Kiev School of Economics, i vascelli ombra del Cremlino movimentano circa il 70% delle esportazioni marittime di petrolio russo. Solo nel 2024 queste navi riuscirono, stando alle stime, a trasportare non meno di 4,1 milioni di barili di greggio al giorno.
Le tattiche impiegate
In un mondo cosรฌ altamente interconnesso e tecnologicamente collegato come quello del commercio navale globale muovere grandi quantitร di merci aggirando i controlli e rendendo difficile il tracciamento delle navi non รจ cosa facile. Negli anni la Russia, cosรฌ come alcuni altri attori mondiali, hanno sviluppato varie tecniche per far perdere le tracce dei propri mercantili operanti nella cosiddetta โflotta ombraโ.
Una delle pratiche piรน comuni fatte proprie dai russi รจ quella dello spostamento all'estero delle societร a cui sono registrate le navi. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, infatti, sono state rapidamente costituite compagnie straniere piรน o meno ricollegabili ad aziende originariamente stanziate in Russia in vari Paesi del mondo, spesso poco trasparenti come Panama, le Isole Cook e Marshal o la Liberia.
Queste compagnie, legalmente non soggette alle sanzioni internazionali perchรฉ ufficialmente non russe, hanno continuato nel tempo a coprire le stesse tratte e a servire gli stessi fornitori con cui avevano legami in precedenza, permettendo dunque a Mosca di continuare a esportare senza sostanziali mutamenti nei volumi e nelle entrate.
Lo scopo di questa pratica, in poche parole, รจ quello di occultare l'origine e la proprietร delle navi e far apparire rispettosi della legge e non sanzionati i carichi imbarcati. Ovviamente, questo metodo non permette un occultamento completo, specialmente in caso di controlli approfonditi.
Tuttavia, come detto, il mondo del commercio navale รจ gigantesco e molto complesso e lo spostamento all'estero delle compagnie complica il lavoro alle autoritร di controllo dei Paesi sanzionatori.
Un fatto che, specialmente nel breve/medio periodo, permette a queste aziende di sfuggire ai controlli e continuare a operare. Una volta scoperte, poi, nulla vieta a queste compagnie di spostarsi nuovamente per mescolare di nuovo le carte e far perdere le proprie tracce.
Un'altra pratica tipica della flotta ombra di Mosca, e di alcune altre Nazioni soggette a sanzioni, รจ poi quella del cosiddetto flag hopping, ovvero il ripetuto e sistematico cambio di bandiera che non permette una ricostruzione chiara della provenienza delle navi. Si tratta in realtร di una tecnica piuttosto antica e diffusa, risalente persino ai tempi dei vascelli a vela.
Ciรฒ nonostante, la sua efficacia non รจ diminuita eccessivamente nel tempo anche al netto dei nuovi sistemi di tracciamento e segnalazione digitali. Stando ai dati disponibili oltre mille navi commerciali in tutto il mondo stanno attuando questa pratica per evitare di esser riconosciute, piรน della metร delle quali russe.
Negli anni la flotta ombra del Cremlino, oltre a queste pratiche che potremmo definire โtradizionaliโ, ha elaborato anche nuove tattiche โmoderneโ per evitare il riconoscimento e il tracciamento elettronico delle sue navi.
Queste pratiche, in teoria assolutamente vietate perchรฉ molto pericolose, includono la disattivazione intenzionale del sistema di identificazione automatica presente su tutte le navi commerciali, insieme ad altre tecniche di spedizione ingannevoli come la manomissione manuale di identitร e posizione e la modifica delle liste di carico.
Visto il volume di naviglio commerciale transitante sulle principali rotte, queste tattiche risultano particolarmente efficaci, rendendo di fatto โinvisibiliโ i cargo a qualsiasi rilevamento non diretto.
Oltre ai pericoli di natura securitaria queste pratiche, specialmente nei tratti di mare piรน trafficatiโ, rende molto pericolosa la navigazione anche alle altre navi poichรฉ rendono sostanzialmente imprevedibile il movimento dei cargo della flotta ombra.
Una strategia ibrida
Questa flotta, comunque, non svolge solo una funzione di tipo commerciale. In piena continuitร con i dettami delle dottrine di guerra ibrida russa, Mosca puรฒ infatti impiegare le sue navi ombra per compiere azioni ostili contro i suoi nemici sfruttando le tecniche di copertura e di dissimulazione di cui sopra.
In tal senso, mercoledรฌ 21 maggio il Primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato che le forze armate di Varsavia sono intervenute nel Mar Baltico in seguito a manovre sospette compiute da una nave nei pressi di un cavo elettrico sottomarino che collega la Polonia alla Svezia.
La nave, ritiratasi immediatamente dopo lโintervento dei militari polacchi, avrebbe fatto parte della flotta ombra gestita da Mosca ed era ben nota alle autoritร europee, le quali hanno negli ultimi anni tentato, con vari livelli di successo, di monitorare questi vascelli.
I dettagli della vicenda di fine maggio non sono ancora chiari ma non รจ impossibile che la nave russa fosse in posizione sopra i cavi per effettuare un'operazione di spionaggio, piazzando dispositivi subacquei, oppure per sabotare le comunicazioni con la Svezia.
Navi grandi e spaziose come quelle commerciali operate dalla flotta ombra ben si prestano, in effetti, a ospitare piccoli nuclei di operatori d'intelligence e potrebbero, almeno in linea teorica, svolgere attivitร ostili con relativa semplicitร .
Questo fatto segnala quanto questa struttura organizzativa potrebbe diventare letale e pericolosa per i nemici di Mosca nel lungo periodo. Con centinaia di navi ombra attive in tutto il mondo, e spesso anche nei porti dei rivali della Federazione, il Cremlino potrebbe colpire impunemente un numero elevatissimo di bersagli altamente paganti come i cavi sottomarini o le pipelines strategiche tanto in Europa quanto in Asia.
Anche il caso della Eagle S, altra nave della flotta ombra russa, รจ significativo in tal senso. A Natale dello scorso anno la guardia costiera finlandese riuscรฌ a catturare la nave, trovandola ferma sopra un cavo sottomarino e in procinto di effettuare operazioni di spionaggio tramite sofisticate attrezzature rinvenute a bordo.
Un caso similare si verificรณ, sempre nel Baltico, anche il mese successivo, un chiaro segnale che questo tipo di operazioni sono tutto fuorchรฉ sporadiche o casuali.
L'Occidente tenta di rispondere a questa minaccia con sanzioni specificatamente pensate per colpire le navi identificate, ma il compito rimane arduo. Con il 17esimo pacchetto di sanzioni alla Russia l'Unione Europea ha portato a 342 il numero di navi sanzionate, aggiungendo altre 189 navi ombra russe identificate negli ultimi mesi alla giร lunghissima lista di mezzi rintracciati in precedenza.
A queste navi viene cosรฌ negato l'accesso e l'uso dei servizi nei porti europei. Nonostante questo, perรฒ, centinaia di navi continuano a sfuggire ai controlli.
Il problema di questo tipo di misure, in ultima analisi, รจ che non risolve il problema nel lungo termine. La Russia potrร infatti continuare a cambiare bandiera, acquisire nuovi mezzi e spostare societร per permettere alla sua flotta ombra di continuare a navigare relativamente indisturbata.
Nel prossimo futuro, dunque, il petrolio russo continuerร a prendere il mare a bordo di mezzi difficili da identificare e da tracciare. Nel complesso questo stato di cose continuerร a essere la principale vulnerabilitร delle sanzioni occidentali contro Mosca.
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